Ieri, 3 gennaio del 2026
Ieri, sabato 3 gennaio del 2026 appena iniziato, è successa una cosa davvero strana e che (mi) fa riflettere (molto). Mentre noi eravamo riuniti a un gruppo di scrittori, poeti, critici cinematografici, giornalisti ed editori; mentre eravamo tutti intenti (e allegri) a festeggiare le feste in nome della cucina italiana e con tre diversi primi piatti (carbonara, pasta salmone e panna e, per chiudere in bellezza, risotto ai funghi); mentre noi tutti, persone adulte e appassionate di letteratura, stavamo leggendo poesie di García Lorca, omaggiando Natalia Ginzburg (che passò 3 anni di confino in Abruzzo e io non lo sapevo) o ricordando Nuccio Ordine (ammirato e compianto) e George Steiner (di cui Nuccio fu grande amico); mentre c'era addirittura una filosofa che ci spiegava l'importanza di tornare a leggere Hannah Arendt, ex-allieva ed ex-amante di Heidegger, proprio in quest'epoca in cui c'è sempre più bisogno di aprire gli occhi e di ascoltare anche il punto di vista femminile sui dilemmi massimi dell'esistenza, ecco, mentre accadevano tutte queste cose (e c'era perfino un fisico quantistico che omaggiava l'Italia e la musica nostra cantando con la chitarra Caro amico ti scrivo di Lucio Dalla e tutti si commuovevano), ecco, dicevo, mentre accadeva tutto ciò, ed eravamo tutti circondanti dalle decorazioni natalizie, dagli addobbi del momento, da panettoni buonissimi e torrone a volontà, da limoncello fatto in casa e champagne francese, ecco, proprio in quel momento alcuni di noi hanno scoperto sui giornali online che Trump aveva attaccato il Venezuela e, addirittura, che era riuscito a rapire Maduro...
Guardo la foto che lo stesso Trump ha pubblicato sui suoi social e penso: "Ma come è possibile? Ma che tenerezza fa quella bottiglietta d'acqua in mano al rapito? Ma nessuno si accorge che sembra un personaggio da Guerre Stellari, o da videogioco degli anni 80, con quegli occhiali neri che gli tappano la vista e quelle cuffie che lo isolano dai rumori dell'aereo? E come non notare la ridicola immagine del profilo di Trump, con la bandiera degli Stati Uniti stampigliata sul volto dallo sguardo duro del tipico cow-boy che va a caccia di indiani e vuole conquistare il selvaggio west?".
Mi domando se, nel futuro prossimo, prevarrà l'atteggiamento di chi si riunisce per festeggiare l'amicizia e l'amore per la cultura (la musica, l'arte, la letteratura) o quello di chi si diverte a fare il boss che sconfigge il nemico, lo invade e ne sfrutta le ricchezze del territorio (il petrolio, in primis, ovviamente). L'allegria lascia spazio alla tristezza sui volti di molti di noi. Poi il fisico quantistico propone un altro classico della musica italiana: Napule è, di Pino Daniele. Gli italiani presenti in sala cantano a squarciagola, stonando. Mentre qualcuno teme che lì fuori stia per scoppiare la Terza Guerra Mondiale...

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