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DIARIO DI OXFORD



20/6/2018
La vita è proprio un caos (di ricordi, di speranze, d'illusioni, di coincidenze strane... e di paure).
Sono a Oxford (9 Iffley Road, a circa 1 km dal centro e dai vari colleges di una delle Università più prestigiose e famose del Mondo) e io, invece di ripassare un po' l'intervento di domani mattina, mi preoccupo di L.G.G., lo scrittore di cui parlerò davanti alla solita giostra di professori arroganti, di giovani dottorandi superbi, di neodottorandi e neodottori pronti a correggere ogni mia minima virgola mal posta. 

L.G.G. ha quasi 87 anni e una nostra comune amica, di Venezia, mi ha scritto informandomi delle sue condizioni di salute: qualche settimana fa l'ha intravisto a Madrid, nei pressi del Museo del Prado, e non sembrava che se la passasse granché bene, le era parso alquanto malaticcio e un po' claudicante. L.G.G. Sì, proprio lui. Mi domando che senso abbia che ne rivendichi il valore letterario, la bellezza ipnotizzatrice del suo st…
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Mircea Cărtărescu: scrittore folle


Primo scrittore rumeno che leggo in vita mia, Mircea Cărtărescu è un folle che scrive come pochi in questo Pianeta; a metà tra un romanzo di Antonio Moresco e un film di David Lynch, Travesti è solo un esempio delle pazzie che sa fare con le parole e con l’immaginazione questo mostro (poeta, ancor prima che romanziere)…

Inizio a leggere il romanzo (che parte in seconda persona singolare) e mi accorgo subito della levatura stilistica ed etica di questo autore (a mo’ d’esempio, copio e incollo la p. 13):

“Ero assai più solo di quanto non lo sia ora, che sono molto solo. La mia professione, all’epoca, era la solitudine. La esercitavo per le vie gialle e polverose di Bucarest, nei vecchi quartieri, a me sconosciuti fino a quel momento. Passeggiavo tutto il giorno, recitando versi a voce alta, suscitando l’orrore dei passanti con miei occhi allucinati, con il mio volto pallido e asimmetrico, con le labbra screpolate e morsicate sotto un accenno di baffi. Cer…
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Prima del viaggio in Inghilterra


Mandi il racconto alla "diretta interessata", ovvero, a colei che ti ha ispirato il personaggio femminile protagonista del tuo ultimo racconto lungo (dopo quello breve e "horror" che ha fatto venire gli incubi a un tuo collega fisico quantistico - o quantico) e ti soprendi, accipicchia, ti fa effetto ricevere un suo messaggio vocale pieno di tenerezza e di gratitudine (parola ormai in disuso e quasi sconosciuta ai più, in questo primo ventennio del XXI sec.). Ti sorprendi e quasi arrossisci, quando ti dice (a distanza di molti chilometri) che sei stato davvero bravo, che la suspense non decade mai (nell'arco delle 25 pagine che dura il racconto) e che il ritratto è così fedele che ti confessa che lei non potrà mai farlo leggere a nessuno della sua cerchia, si riconosce subito che dietro quel nome fittizio c'è lei, con tutti i suoi difetti e i suoi tics e le sue manie e i suoi tipici modi di dire...
Poi arrossisci pure quando A…
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Tornare a scrivere (finzioni)


E così, dopo anni, sono tornato a scrivere "finzioni", racconti di fiction, novelle brevi in cui si mescolano costantemente i dati della realtà e quelli (a volte davvero bizzarri) dell'immaginazione...
Era davvero da tantissimo tempo che non sentivo questa voglia di buttare giù "sceneggiature" per racconti potenziali che, poi, diventano "reali", pezzi stampati, pagine dove è tutto predisposto nero su bianco, a partire dal programma Word (mai nome fu più azzeccato per un programma informatico di scrittura).
E il bello è che questo bisogno (questo desiderio impellente) di scrivere mi è venuto proprio in questi giorni folli di scrittura "accademica" e pensosa, di riflessioni sulla "meta-letteratura" (a partire da uno scrittore vivo molto complicato e affascinante) da esporre ad Oxford, tra poco più d'una settimana (si parte il 19, si riatterra in suolo ispanico il 24, dopo una toccata e fuga a Stratford-…
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Philip Roth: he died


Questa notte ho sofferto d'insonnia "al contrario": mi capita spesso, di cadere come un sasso e, poi, al mattino, o meglio: all'alba, di aprire gli occhi in preda al panico, all'agitazione, all'irruenza del giorno incipiente che avanza (anche se il sole è ancora lontano e non è sorto).
In più, questa notte, l'anziana che dorme sopra di noi ha avuto degli attacchi di asma (e di tosse e di vomito) davvero spaventosi; sia io che la mia compagna d'avventure abbiamo pensato che sì, che era giunta la sua ora, che stanotte avrebbe tirato le cuoia...e invece no, alle 6 in punto continuava a lamentarsi, a gridare, a sospirare, come un'anima in pena che non sa (davvero) dove cadere morta...
E allora ho aperto il pc e ho visto le prime edizioni dei tg del mattino e sono venuto a sapere che Philip Roth è morto...
Mi si è gelato il sangue nelle vene: e mi è venuta quasi spontanea la voglia di piangere...come se Roth fosse un mio parente, o mio…
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E dopo Rennes...Oxford

Come se la vita fosse davvero un viaggio che non finisce mai (o sembra non avere mai fine). Sì, dopo la Francia, dopo Rennes, sarà la volta di Oxford, il mio primo, primissimo viaggio nel Regno Unito (UK, la sua sigla); il regno del MI5  e del MI6, di James Bond e del suo inventore, Ian Fleming, di Sherlock Holmes e del suo creatore, Conan Doyle, di James Joyce (anche se ne divenne subito esule - o meglio, s'impose l'auto-esilio, da bravo irlandese ribelle qual era a vent'anni) e di Oscar Wilde, di William Shakespeare (abbiamo già prenotato una stanza per passare almeno una notte a Stratford-Upon-Avon), di John Milton e di Sir Laurence Sterne, di Samuel Beckett e di Christopher Marlowe, del reverendo Jonathan Swift e di Roald Dahl, di Stanley Kubrick (anche se era americano) e di T.S. Eliot (anche se era americano). 
Il Regno Unito (o UK) ci ha regalato davvero tanto, in termini di letteratura. Inghilterra, Irlanda, Galles e Scozia e Gran Bretagna. Iso…
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Da Rennes (Bretannia francese)



4 Aprile 2018
A Rennes possono succedere le cose più strane del mondo: un momento piove a dirotto (e l’oscurità della notte repentina rattrista i passanti, le case, gli oggetti tutti) e quello dopo c’è il sole che spinge la gente a riporre gli ombrelli al loro posto e a tornare a vivere all’aperto (anche i bretoni, come il resto dei francesi, d’altronde, amano sorseggiare caffè e tè nelle terrazze dei bar del centro). E poi può capitare che l’amica di tua moglie che ha fatto un viaggio da sola in Italia conosca un italiano, se ne innamori perdutamente e poi vada in crisi e ti chieda gentilmente di tradurle una lettera che vorrebbe mandargli dopo che lui è scomparso da più di una settimana. Ho letto la lettera mentre ero in bagno e…mi ha talmente commosso che ho pianto. Sì. Non mi vergogno a dirlo: le parole sincere e appassionate dell’amica di mia moglie mi hanno spinto alle lacrime…E queste sono alcune delle frasi più belle che mi azzardo a esporre qui, pub…