viernes, marzo 26, 2021
martes, marzo 23, 2021
Sogni (et cetera)
lunes, marzo 08, 2021
Congressi online
jueves, marzo 04, 2021
Racconto nuovo in progress
lunes, febrero 15, 2021
Un San Valentino di merda
Sembra scorrere tutto liscio, fino a quando, andando in bagno, lei si accorge che lo sciacquone non va, è lento, fa un rumore strano.
Bestemmio in turco. Spengo il pc rimasto sintonizzato su Rai 1 (una serie, un film per la tv, una storia di qualcuna che lotta per farcela anche se è donna e anche se è sola, non ci capisco nulla).
sábado, enero 30, 2021
30/1/2021
viernes, enero 29, 2021
Il Chiosciotte di Antonio Moresco
Uno che conosce Antonio Moresco da anni, un lettore che lo segue dai suoi esordi, uno che ha amato la sua trilogia composta proprio da Gli esordi, Canti del caos e Gli increati, uno che ha ammirato anche l'onestà intellettuale e la critica spietata che del mondo letterario ed editoriale e culturale italiano offrono le bellissime Lettere a nessuno, sa già che prima o poi sarebbe finito con il ri-scrivere o con il re-incarnare il mitico personaggio cervantino. Antonio Moresco è Don Chiosciotte fin nei tratti somatici, come si evince chiaramente dall'immagine di copertina, in cui appare con un assurdo cappello pieno di piume colorate e in camicia da notte.
domingo, enero 24, 2021
I Lacci di Starnone e la versione di Daniele Luchetti
miércoles, enero 20, 2021
Un incubo assurdo (tanto per cambiare)
Nel sogno io non capivo: gli chiedevo come fosse successo. E allora il mio amico scoppia a piangere, disperato, mi abbraccia e mi spiega, tra le lacrime, che la moglie è morta mentre lo tradiva con un altro, un collega di lavoro, che a forza di giocare con uno dei suoi seni glielo ha strappato con le mani fino a farla dissanguare.
martes, enero 19, 2021
Rosemary's Baby (1968) di Roman Polanksi e l'Abruzzo
È ovvio che solo ad una seconda (o ad una terza) visione, lo spettatore (cinefilo) si accorge delle sottigliezze, dei piccoli dettagli, dei messaggi cifrati o nascoti (o nemmeno poi tanto nascosti) del film. È ciò che accade quando si ha a che fare con i "classici" e - diciamolo subito - Rosemary's Baby di Roman Polanski lo è.
domingo, enero 17, 2021
Gli esami col virus
martes, enero 05, 2021
Basilisco, di Jon Bilbao
jueves, diciembre 31, 2020
Propositi per il 31 di Dicembre
L'idea era questa: staccare da tutto e da tutti e guardare i seguenti film:
1 - Nymph(o)maniac (2013), di Lars von Trier;
2 - Mi chiamo Francesco Totti (2020), di Alex Infascelli;
3 - The Hateful Eight (2015), di Quentin Tarantino;
4 - Nessuno siamo perfetti (2015), di Giancarlo Soldi;
5 - Le avventure del Barone di Munchausen (1989), di Terry Gilliam.
E l'idea era anche leggere tutti i libri di John Berger, oltre a Basilisco (2020) di Jon Bilbao e le poesie di Ida Vitale (Premio Cervantes del 2018)...
Purtroppo, gli impegni familiari e quelli professionali, per ora, ad oggi, mi hanno concesso di vedere solo il film di e su Totti (c'è solo un capitano...). Ho pianto e mi sono emozionato come un bambino. Un film bello e fatto bene. Un film che commuove anche chi non ne sa nulla di calcio o non è tifoso della Roma.
Speriamo di rimediare subito. John Berger, intanto, l'ho letto a spizzichi e bocconi e mi ha già conquistato.
E che davvero l'anno nuovo possa regalarci un minimo di tranquillità e di tregua.
jueves, diciembre 24, 2020
Vigilia di Natale del 2020
È
il 24 di Dicembre, stasera si festeggia la Vigilia di Natale, ma non è come
sempre: si resta in Spagna; lontani dall’Italia per colpa di un virus che ha
fatto (e continua a fare) strage. Ci siamo già videochiamati alle 9 del
mattino; e torneremo a farlo a breve, prima del cenone (il Governo qui ha
stabilito che si possono riunire fino a 10 persone appartenenti a 3 diversi
nuclei familiari, rispettando sempre la distanza e con l’obbligo della
mascherina; in Italia, mi pare che il numero massimo consentito siano 6 e tutti
dello stesso nucleo familiare, o sbaglio? Chi mi avvisa? Chi mi aggiorna?).
Stanotte
ho sognato l’Apocalisse: non è la prima volta che mi capita, anzi, in Italia mi
succedeva spesso, come se si trattasse di un sogno ricorrente. Mi trovavo all’interno
di un ospedale e crollava tutto; io ero un medico o un infermiere e provavo a scappare
verso l’uscita saltando sopra corpi di cadaveri, bambini urlanti, donne incinte
con la flebo al braccio e anziani dallo sguardo impietrito dal terrore del
terremoto.
L’ho
raccontato subito alla mia compagna di avventure: “Come nei film che tanto ti
piacciono”, risponde sorniona e pensado subito a preparare la colazione alla
prole.
Se
ripenso a questo mese di Dicembre che sta per concludersi sorrido: nell’arco di
2 giorni sono finito sui giornali di Spagna e d’Italia per due diversi motivi;
nel primo caso, per il “diario.es”, il mio nome è apparso per un’intervista che
feci a uno scrittore spagnolo abbastanza noto che avrebbe dovuto venire nella
città del Sud del Sud in cui vivo per presentare il suo ultimo romanzo; è un’intervista
a distanza, fatta tramite email, e risale al 12 marzo: il giorno dopo, il
Presidente Pedro Sánchez decide di attivare la zona rossa su tutto il
territorio nazionale e il lock-down generale, come da noi. A rileggerla, quest’intervista
sembra appartenere a un’altra epoca: il tenore delle mie domande, e quello
delle risposte dell’intervistato, fa sorridere, fa quasi tenerezza, se uno
pensa che di lì a poco sarebbe scoppiata una pandemia globale che avrebbe
mietuto milioni di vittime in tutto il Mondo.
Nel
secondo quotidiano, La Nazione, il mio nome è apparso nella pagina della
cronaca locale di Siena perché un gruppo di colleghe di Lingua e Letteratura
Spagnola si è ingegnata nel promuovere i contatti anche senza Erasmus e senza
gite: sono stato uno dei Professori invitati a parlare in un ciclo di lezioni a
distanza e in videoconferenza con gli alunni delle terze e quarte classi di un
Liceo Linguistico della zona. Ho parlato loro del Quijote al cinema e, in particolare, della versione di Orson Welles
del capolavoro di Cervantes. È stata davvero una bella esperienza; è stato
davvero bello tornare a parlare di Letteratura Spagnola (e in spagnolo) agli
studenti toscani, quando erano passati anni, ormai, dalle mie ultime lezioni
tenute tra Pisa e Firenze, tra Empoli e San Gimignano, tra Roma e Monterotondo…
E
così, penso che non dovrei né posso lamentarmi per come mi ha trattato questo
2020; e che questo Dicembre è stato ricco di esperienze positive. Nonostante il
covid. Nonostante tutto. Nonostante questa tremenda nostaglia della mia terra e
dei miei amici e dei miei familiari, nostaglia che quella lezione ha attenuato,
anche se non cancellato.
Auguri.
domingo, diciembre 06, 2020
Ieri notte, per esempio
sábado, diciembre 05, 2020
Into the night (1985) di John Landis e After Hour (1985) di Martin Scorsese: due film allo specchio (e speculari)
Diciamo che parla di un uomo qualunque (Griffin Dunn, in foto) che, dopo una giornata di faticaccia a lavorare in ufficio, decide di andare a bere qualcosa in un pub di Soho e che, dopo aver scambiato quattro chiacchiere con una bella fanciulla (Rosanna Arquette), non riuscirà più a tornare a casa. La ragazza lo invoglierà ad andarla a trovare in casa di un'amica scultrice e da lì in poi il film narrerà la sarabanda assurda e grottesca d'intoppi e di incidenti cui dovrà andare incontro questo novello Ulisse prima di tornare nella sua Itaca (sotto forma di scultura imballata e spedita direttamente nel suo ufficio il mattino dopo).
È ovvio che Scorsese prosegue quel discorso sulla violenza, sui rapporti umani, su New York e sull'America in generale che aveva già intrapreso con Taxi Driver (1976); è ovvio pure che con questo film, a bassissimo budget e girato in poche settimane, Scorsese vuole tentare la strada dell'insolito, della sperimentazione, del discorso d'autore sulla società contemporanea. Ma se c'è qualcosa che, secondo me, spicca all'intero del tutto è il modo in cui questo povero Cristo si vede costretto a fare i conti con il sesso (e con l'altro sesso). Non c'è donna che gli si avvicini che non sarà destinata a turbarne la mente, a scombussolare i suoi piani, a sconvorgergli il desiderio di tornare a casa. Questo fotogramma la dice lunga sul "perturbante" freudiano che Scorsese va dipanando all'interno del film:
Se all'attore Griffin Dunn sostituite la faccia di Robert De Niro o di Tom Cruise, ecco, otterremmo lo stesso risultato: un uomo spaesato che teme la castrazione o che, guardandosi allo specchio, finisce con il contemplare un disegnino osceno che sembra parlare proprio di lui e della sua difficoltà a comunicare con le donne (sia a livello verbale che sul piano corporale). Ecco, ci sono dei momenti, nel corso della lunga nottata (o nottataccia) di questo povero Cristo che mi hanno evocato alcune scene di Eyes Wide Shut, dove, appunto, Tom Cruise, il dottore protagonista che Stanley Kubrick resuscita dal Doppio Sogno di Schnitlzer, si vede costretto a cozzare e a scontrarsi con varie donne che incarnano il suo Desiderio di Trasgressione e, al contempo, la sua Condanna alla Castrazione (gioco con le maiuscole, ovviamente, ma i richiami sono tanti: anche il protagonista di After Hour, esattamente come quello di Eyes Wide Shut, viene minacciato di morte; entrambi vivono la realtà come fosse un incubo - o come se la realtà si svolgesse su un piano onirico - i finali dei due film fanno anch'essi rima tra di loro).
Poi da Martin Scorsese sono passato a John Landis. Sì, perché guarda tu il caso, anche lui gira un film su un uomo qualunque costretto a vivere una notte d'incubo a causa dell'incontro fortuito con una bella ragazza: mi riferisco, ovviamente, a Into the Night (tradotto in italiano con Tutto in una notte), che è anch'esso del 1985 (si sono messi d'accordo? Non credo; né so in che rapporti siano Scorsese e Landis; di sicuro la casualità è abbastanza sorprendente).
Diciamo che Into the Night parla di un uomo qualunque (un ingegnere aerospaziale, interpretato da Jeff Goldblum) che soffre d'insonnia e la cui moglie lo tradisce con un altro. L'ingegnere decide di seguire il consiglio di un amico: quando non riesci proprio a chiuedere occhio, vai in macchina all'aeroporto, prendi il primo volo per Los Angeles e vatti a divertire ai casinò (lì ci sono le donnine disposte a tutto, purché paghi). Il povero Cristo accetta il consiglio e, a partire dall'incontro fortuito con una bella ragazza che scappa da un gruppo di terroristi islamici (o presunti tali), sarà costretto a vivere un vero e proprio incubo ad occhi aperti. La bella ragazza fa rima con la Rosanna Arquette del film di Scorsese: mi riferisco, ovviamente, alla stupenda (e qui giovanissima) Michelle Pfeiffer:
Inutile dire che quest'incontro metterà in crisi il povero Cristo che, attratto dalla ragazza, proverà a farsi valere contro i nemici che la perseguitano e la rincorrono (tra cui David Bowie, uno dei tanti vip che appaiono in diversi cammei all'interno del film), e proverà a dimostrare il proprio coraggio da "macho", nonostante i suoi limiti e il proprio codice morale (la ragazza fugge dagli arabi perché ha sottratto loro - tramite un socio - sei smeraldi dal valore inestimabile).
Di nuovo, la notte (e il buio) saranno un elemento fondamentale del paesaggio sia fisico che mentale del film; di nuovo, i complessi di un uomo in crisi nei confronti del sesso e delle figure femminili diventerà parte importante della trama, come si può evincere da questo bel fotogramma intriso di desiderio e di voyeurismo:
After Hour finisce, come accennato sopra, nello stesso ufficio da cui parte tutto, da cui il nostro povero uomo qualunque esce per andarsi a fare una birra in santa pace; solo che questo stesso povero Cristo ora ci appare sotto forma di scultura umana (e invito tutti a guardare il film per capire come diavolo ci finisce a vivere in un corpo da statua surrealista); Into the Night finisce con un tipico happy ending all'americana: lui salva lei, lei ama lui, lui e lei partono in viaggio con il malloppo con il primo volo disponibile.
Anche solo osservando attentamente questi due finali si può intuire perché Scorsese è un regista che ha usato la macchina da presa per scoprire qualcosa di nuovo (su di sè, sul suo mondo, sull'essere umano, in generale) e perché, al contrario, John Landis l'ha usata per farsi un giretto notturno per le strade di Hollywood (tra cattivi che non fanno mai paura e donzelle che solo dopo tanti ostacoli riconoscono che quello che hanno accanto è un cavaliere che merita la loro attenzione e il loro amore).
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