La percezione del tempo
Traduco un brano da uno dei libri più strani e affascinanti di Luis Goytisolo, Diario de 360º (Barcelona, Seix Barrall, 2000); lo traduco dallo spagnolo all'italiano oggi 25 aprile del 2026, quando sono passati 26 anni dall'apparizione del libro e quando, in Italia, si festeggia il 25 aprile appunto, ovvero, la Liberazione dal Nazifascismo. E traduco perché mi sembra che la riflessione dell'autore (e narratore) del diario sia molto azzeccata:
"Venerdì, 24 dicembre. LA DURATA DEL TEMPO. Il trascorrere del tempo è qualcosa di elastico sia per il creatore che per gli amanti che si abbandonano all'esercizio amoroso; per lo scrittore, il pittore o il musicista, come anche per l'artigiano impegnato nell'esercizio di un lavoro preindustriale, il muratore anteriore all'architetto, ad esempio. Le ore si comprimono fino a trasformarsi in un dilatato istante e, al contempo, come nella favola, si può fare il giro del mondo senza che sia trascorso un secondo, da quando si fa ritorno. E né il passato né il futuro sfuggono a questa malleabilità, dato che, nello stesso modo in cui l'essere umano agisce permanentemente sul futuro, disegnandolo nelle sue linee maestre, limitando finché è possibile la funzione del caso, così occorre agire sul passato, riscattandolo, rettificandone il significato tramite il comportamento presente".

No hay comentarios:
Publicar un comentario