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Liverpool from the port

Uno dei porti più importanti di tutta la Gran Bretagna, Liverpool ti accoglie come una città a misura d'uomo e cosmopolita. A detta di una collega che lavora qui, a Liverpool la maggioranza ha votato NO al "Brexit"; ed è anche normale, se pensiamo che qui ci vivono centinaia di migranti, soprattutto cinesi, rumeni, polacchi, italiani e spagnoli.
Liverpool è una città accogliente anche perché basta fare una passeggiata in centro ed essere sommersi dalla musica. E non parlo di quella colonna sonora costante e, a tratti, che urta i nervi e l'udito, che emettono i negozi e i grandi centri commerciali, no, mi riferisco soprattutto alla musica 'live', quella che suonano gruppi di giovani che, sognando il successo, imitano i Beatles che da qui sono partiti alla conquista del mondo e della Storia della Musica.
Da Victoria Street, dopo aver attraversato il quartiere "chic" della città, arriviamo al nº 10 di Matthew Street e sprofondiamo …
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Fuoco fatuo (1963) di Louis Malle: quando la scrittura sovverte, rompe e illumina l'inquadratura

Ieri ho visto per la prima volta un film di Louis Malle (un regista che rincorsi da adolescente per il suo Zazie nel metrò, tratto da Raymond Queneau; continuo a rincorrerlo...prima o poi lo raggiungerò, voglio proprio vedere come ha fatto a portare sul grande schermo il romanzo sperimentale dell'autore degli 'Esercizi di stile'). 
Si tratta di un film triste, oserei dire quasi "esistenzialista", perché parla di temi molto vicini alle ossessioni letterarie e filosofiche di autori come Céline, o Sartre, o Albert Camus (che pochi anni prima avevano trattato o toccato in ambito letterario gli stessi drammi che qui tratta o tocca in ambito cinematografico il regista francese).
Il film parla di Alain Leroy, un uomo sulla quarantina che, a dispetto del cognome, si sente un perdente nato, un fallito senza salvezza. Dopo la cura dall'alcolismo portata avanti a suon di &q…
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2001: A Space Odissey: 50 anni e non li dimostra

Ieri, Domenica, 11 di Novembre del 2018, sono andato al cinema a vedere 2001: A Space Odissey di Stanley Kubrick e - come immaginavo - è stata un'esperienza incredibile, dall'impatto emotivo fortissimo.
Era la quarta (o forse quinta) volta che vedevo il film, ma è inutile dire che contemplare la danza delle navicelle spaziali sul grande schermo è tutta un'altra storia. Idem per le musiche: ascoltare Il bel Danubio blu di Johann Straussin dolby surround è un'altra musica, in effetti...
E uno che ha visto il film in passato, che già conosce la storia, che sa a memoria alcune scene, ebbene, questo qualcuno resta comunque a bocca aperta dinanzi alle nuove scoperte che può fare ri-guardando e ri-contemplando il film...
Ne ho parlato anche in passato in questo blog, 2001 ti cambia il modo di guardare il cinema e di guardare la realtà fisica in cui ti trovi e questo solo pochissimi film riescono a farlo. E quando ti abbandoni a una…
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Quando qui piove

Non piove quasi mai qui; quando qui piove è un evento, le persone si affacciano alla finestra spaventate; gli automobilisti non sanno più come si guida; i pedoni saltellano sulle pozzanghere con la speranza di non sporcarsi.
Quando qui piove mi vengono in mente le lunghe giornate d'inverno del mio paesino arroccato sui monti abruzzesi; l'odore del legno che arde nei camini; il profumo della carne cotta arrosto sulla brace; gli arrosticini e le salsicce; le patate al forno della mamma...
Si paralizza tutto, quando qui piove; e se qui piovesse come sta piovendo ora in gran parte dell'Italia, semplicemente, la città andrebbe in tilt (come dicono i giornalisti dei vari tg nostrani) e i cittadini andrebbero in crisi e si rinchiuderebbero per sempre dentro le proprie case, convinti che sia solo l'inizio dell'Apocalisse così come la narra Giovanni.
E quando piove mi viene in mente John Cheever, che ha scritto un racconto che s'intitola "Il rumore del…
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Pasolini e Il Vangelo secondo Matteo: ovvero, come spiegare Pasolini agli altri

È difficile spiegare agli amici (e colleghi) spagnoli l'importanza della figura di Pier Paolo Pasolini. Lo è per molti motivi; lo è, ad esempio, perché oltre ad essere stato un poeta, un romanziere, un giornalista, un attore e un regista cinematografico, è stato, forse ancora prima di tutte queste cose, un intellettuale. E tra quelli che - incredibile a dirsi - non hanno mai avuto paura di dire la "loro" verità e, dicendola, di anticipare i tempi (Pasolini pre-annuncia e pre-vede quello che diventerà l'Italia di lì a poco, dopo la temperie critica degli scontri diretti degli anni 60 e 70 - e quanto scalpore fece quando, durante gli alterchi di Valle Giulia a Roma, invece di schierarsi dalla parte degli studenti in rivolta, si schierò dalla parte dei poliziotti...).
È difficile anche spiegare perché uno degli scrittori e degli intellettuali italiani più intelligenti e acuti che l'Italia …
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L'insostenibile pesantezza dell'essere

L'insostenibile pesantezza dell'essere. I giorni che scorrono via veloci senza freni, senza mai fermarsi (a volte il tempo va così veloce che fa crollare i ponti)...E gli impegni (accademici ed extra-tali): mi fai da "peer reviewer"? (gli orrendi anglicismi che adottiamo per darci un tono, per fare finta d'essere al passo coi tempi, per fingere d'essere coloro che non siamo); e mi mandi un "abstract" per questo congresso? (una vita in giro per città diverse dalla propria solo per parlare ai congressi); e mi partecipi a questo programma "Erasmus +" (pronunciasi: "plus")? (come se in Europa ci si potesse ancora davvero intendere sotto un'unica bandiera: e mi domando: ma che connesione c'è tra Malta, la Romania, la Francia, l'Inghilterra e l'Italia? E perché mi obbligano a mandare in allegato il mio curriculum in inglese? Perché sempre il predominio dell'inglese?).

Da …
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Firenze e il Teatro del Maggio Musicale

Dunque, l'estate è davvero finita. Il freddo comincia a farsi risentire anche da queste parti. Nemmeno il Sud del Sud della Spagna si salva, ieri ha piovuto, oggi ho visto le prime foglie cadere.
Mentre provo a fare un po' d'ordine, la mia compagna d'avventure mi trascina a una serie d'incontri letterari e mi presenta una serie di scrittori e di poeti di cui non ricordo affatto i nomi, anche se di qualcuno rammento il volto.
Un poeta che lavora alle superiori legge dei versi bellissimi, struggenti e pieni di malinconia che mi fanno pensare a T.S. Eliot. Lui declama e poi parla e spiega e risponde alle domande della gente accorsa all'interno di questa libreria del centro, molto piccola, molto chic e molto ben fornita di classici.
Guardo distrattamente i libri della sezione della letteratura per l'infanzia. Un'edizione a colori di Alice in Wonderland m'ipnotizza. Il poeta spiega che molte delle sue poesie sono nate …