Le stroncature
Leggo al volo su Facebook che in Italia c'è un critico che si dedica a stroncare i libri che legge ("Stroncature", credo che sia il titolo della sua colonna su qualche giornale o rivista di cui ora non ricordo il nome né m'interessa).
Una delle sue ultime stroncature riguarda uno degli ultimi libri di Antonio Moresco, Lettera d'amore a Giacomo Leopardi (Milano, Solferino, 2025).
Ebbene, in uno dei commenti, un lettore gli fa notare che sembra che abbia letto il libro solo fino a p. 34. E lo "stroncatore" risponde, allegramente, con ironia, forse anche con supponenza: "È ovvio! Bisogna leggere solo fino a p. 34 per capire com'è fatto un libro!".
Ecco: di fronte a tali frasi uno pensa: ma perché? E soprattutto: ma a che serve una recensione negativa o negativa per sistema? E soprattutto: ma lo stroncatore lo sa chi è Antonio Moresco e cos'ha fatto, nel corso degli ultimi 30 anni, Antonio Moresco per la letteratura non solo italiana ma mondiale? Lo sa chi è? Ha una minima idea di che cosa può fare Moresco con la sua scrittura?
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