Le domeniche infinite
La domenica (come sa bene chi ha letto o legge questo "diario di bordo") è sempre un giorno un po' complicato da vivere (a cui sopravvivere). Quella di oggi ne è un esempio preclaro, calzante e perfetto. Dopo aver comprato 2 giornali, non sono riuiscito a sfogliarne nemmeno una pagina (di nessuno dei due). La prole vuole andare a fare un giro in bici lungofiume. Ci andiamo. Odio andarci quando ci sono così tante persone che s'improvvisano sportivi, quando corrono tutti, si creano le file, passa prima il pedone o la bici o il monopattino? Chi ha la precedenza? Quanto ingombro!
E poi la famiglia politica che viene a pranzo: risate che non ti riguardano; pettegolezzi di gente che nemmeno conosci; scontri su Trump e Maduro, la posizione di Sánchez e quella dell'estrema destra spagnola; la Meloni che fa? Mai parlare di politica a tavola. E poi un'altra coppia, colleghi di un'altra Università, che dopo aver bevuto un po' di limoncello si mettono a parlare male della IA (o AI), l'Intellingenza Artificiale e il suo impatto sulle menti dei più giovani...dove andremo a finire? Si perderà per sempre l'uso del muscolo della memoria?
E poi la lavastoviglie da caricare e la lavatrice da svuotare, i compiti per casa, i compiti che implica la gestione quotidiana d'una casa, la voglia d'isolamento, di rivedere Fuga da Alcatraz di Don Siegel, un regista importante, un regista di quelli che sanno muovere la cinepresa e valorizzare i primi piani sul volto duro di uno come Clint Eastwood.
A uno verrebbe quasi da dire: "Meno male che è quasi finita, meno male che domani è lunedì, si torna al lavoro, finalmente, per fortuna, basta domeniche...".
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