Quentin Tarantino e le sue analisi dei film
Ecco qual è il primo libro letto (divorato, a esser sinceri) di questo 2026 che è appena iniziato: Cinema Speculation (Milano, La Nave di Teseo, 2023) di Quentin Tarantino, cinefilo, ancor prima che regista, e così amante della settimana arte da riuscire a scrivere un libro così, di 400 pagine di analisi fitte, ingegnose, brillanti, sempre ricche di spunti di riflessione che uno vorrebbe non finisse mai (o continuasse ad libitum).
Sorta di libro di memorie e saggio sul cinema, quest'opera ci permette di entrare nella testa di uno dei più grandi registi del cinema americano del XX e del XXI secolo e di apprezzarne l'argutezza quando si tratta di smontare un film per capire com'è fatto e perché alcuni film ci emozionano e altri ci lasciano indifferenti, perché certe storie ci avvinghiano e altre ci fanno venire il sopore.
Un esempio su tutti: Taxi Driver (1976) di Martin Scorsese. Chi di noi non ha amato e non si è spaventato nel guardare questo capolavoro? E chi di noi lo ha letto (interpretato) alla luce di John Ford? Secondo Quentin Tarantino, sia Scorsese che Paul Schrader avevano in mente l'ipotesto di Sentieri selvaggi (1956) quando scrissero questa storia di un reduce del Vietnam che si mette a fare il tassista di notte e che odia i neri e che si incapriccia di una minorenne finita a battere la strada e si offre di salvarla mentre il mondo va a rotoli e lui inizia a dare segni evidenti di squilibrio mentale... Non avevo mai immaginato un'interpretazione del genere. Eppure, funziona, se uno pensa al disperato tentativo di John Wayne di riportare a casa la nipote finita in mano agli inidiani...
Tarantino ci parla dei suoi film preferiti e, scrivendo dei film che più ammira, ovviamente, ci parla del suo cinema, di quanta importanza abbiano nel suo cinema i film che lo ha nutrito fin da bambino (accompagnato dalla madre) che da adolescente (che va a guardare anche i film vietati ai minori, senza restrizioni familiari).
Leggendo Cinema Speculation uno capisce perché la violenza occupa così tanto spazio in Pulp Fiction o in Kill Bill; perché l'umorismo (anche lo humor nero) non mancano mai nei suoi film; perché è nero il protagonista del western Django Unchained; perché nei suoi film la gente parla così tanto e spesso di cose insulse o che sembrano non avere alcuna relazione con la trama principale.
Tarantino spazia tantissimo, viaggia in lungo e in largo all'interno della storia del cinema: da Charlie Chaplin a Godard, da Antonioni a George Lucas, da Sergio Leone a Brian De Palma, da Dario Argento a Peter Bogdanovich, Tarantino mostra di apprezzare tutto il cinema, non solo quello di serie B, non solo quello più violento o splatter, non solo i film dell'orrore. E l'aspetto che più sorprende è che evidentemente ha imparato il linguaggio cinematografico proprio grazie alla visioni di centinaia di pellicole, dai drive-in alle sale underground, dai VHS (che guardava in un negozio di videonoleggio in cui faceva il commesso) allo schermo gigante che si sarà fatto in casa dopo i primi successi internazionali.
C'è acume, ingegnosità e tanta ironia in questo libro sul cinema fatto di cinema e di riflessioni cinefle. E ci sono anche scorci sulla vita privata del regista, di uno che ha dovuto farsi le ossa in un mondo ostile, con la madre costretta a lasciarlo da solo spesso e volentieri e adulti che - appunto - non gli hanno mai proibito di andare a vedere le doppie sessioni di film considerati per soli adulti.
I cinefili ci andranno a nozze; gli amanti di Tarantino avranno motivi in più per apprezzarne la genialità; i lettori curiosi troveranno una miniera senza fondo di film da scoprire (o da vedere per la prima volta).
Nell'elenco finale, la lista dei film citati occupa 22 pagine. E sono certo che è solo una piccola parte di tutto il cinema che Tarantino ha visto e digerito e fatto suo, per dare vita ai suoi Jackie Brown e Unglorious Basterds e The Hateful Eight. Un libro-saggio-memoria da leggere e da ri-leggere, oltre che da vedere e con cui inziare bene l'anno di letture che ci aspetta...

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