martes, enero 06, 2026

 I Re Magi (e la Befana)

Qui in Spagna i bambini non aspettano la Befana (che vien di notte con le scarpe tutte rotte), bensì i Re Magi. Per rinfrancare i cammelli, si lascia loro un secchiello con l'acqua; per le loro Maestà, invece, si piazza un bicchiere di latte (con qualche biscotto) sul tavolo della cucina o del salone o nei pressi dell'albero di Natale. 

Sono ormai più di 10 anni che vivo in Spagna e ancora non mi abituo a quest'altra tradizione (molto più ortodossa e cattolica della nostra: che c'entra la Befana con la buona novella della venuta sulla Terra del Bambino Gesù? Che ci azzecca una specie di vecchia strega, brutta e che vola su una scopa di notte per distribuire doni o carbone ai bambini bravi e a quelli che son stati cattivi?).

Perfino i TG sono pieni di servizi sui Re Magi: una bimba chiede: "Ma come mai sono anche a Madrid? E come mai anche a Barcellona?" (risposta: "Hanno il dono dell'ubiquità" o "Sono veloci a volare da una città all'altra"). Domanda: "E chi li aiuta a distribuire tutti i regali?". Risposta: "I paggi" (altro che elfi).

Una strana malinconia fa da contraltare alle grida di gioia dei più piccoli: le strade sembrano campi di battaglia, i ristoranti sono (ancora!) pieni; ci si ferma al cinese, oggi qualcuno ha voglia di sushi (e di involtini primavera e di risotto alla cantonese e di pollo alle mandorle).

M'imbatto in una collega dell'Università: "Domani si ricomincia, eh?!" col sorriso triste sulle labbra. Vorrei non pensare. E invece, il cervello si attiva subito: quante ore di lezioni, quanti congressi, quante presentazioni di libri, quanti viaggi, quanti esami, quanti alunni da esaminare, quanti articoli da consegnare, quanti libri ancora da scrivere... Sarà il 2026 l'anno buono? Quello giusto?

All'uscita dal cinese un'aria gelida: sulle montagne intorno nevica. Qualcuno dice che bisogna munirsi di catene per la macchina. Incredibile percepire certe temperature polari a pochi passi dal mare. Uno stormo d'uccelli improvvisa una danza nel cielo grigio. Odore di camini accesi. Tra un po' si smonta: via alberi e decorazioni, addio, al prossimo anno, chissà...

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