Sogni emblematico-letterari
Dunque, l'altro giorno ho fatto una serie di incubi allucinanti. In uno di essi appariva anche Marta, una cara amica scrittrice. Eravamo a cena, in un ristorante di lusso, sul terrazzo di una torre medievale molto alta, a Roma, o a Firenze, o a Venezia. Tra di noi c'era anche una giornalista, una tipa che non faceva altro che domande su domande e io nel sogno avverto il desiderio di sopprimerla (anche con la violenza). Vorrei stare da solo in pace e a chiacchiera con Marta, ma lei è lì, onnipresente, non se ne va, anche quando si avvicina il cameriere e ci illustra il menù.
L'ambiente di lusso inizia a muoversi quando una scossa di terremoto inizia a far tremolare la torre. Balla tutto e iniziano a crollare pezzi di intonaco, muro, mattonelle, piatti e bicchieri, calici di vino e persone che non se l'aspettano. Il tremore spinge Marta a gridarmi di scappare, dobbiamo scendere per le scale e trovare un'uscita d'emergenza.
Bene: racconto il sogno alla mia compagna di avventure e mi guarda come a dire: "tu sei tutto matto!". Lo racconto a Marta e scoppia a ridere. Lo racconto a una nostra amica in comune e mi fa notare che se il mio era o pretendeva di essere un incontro galante, orbene, il fatto che la torre crolli è molto significativo, sempre che la torri mantenga un significato fallico (Freud e Lacan a parte). Non ci avevo pensato: forse ero lì per abbordare Marta o con un secondo fine di tipo sessuale. E allora sì che la torre è fallica! Ma poi penso anche a Domani nella battaglia pensa a me, un bellissimo romanzo di Javier Marías che inizia proprio con la scena di un presunto approccio sessuale del narratore alla donna che ha appena conosciuto e che - guarda un po'! - si chiama Marta, la quale non fa in tempo nemmeno a spogliarsi del tutto quando ha un infarto e muore tra le braccia dell'amante che non ha fatto in tempo a consumare. Marta. Morta. Basta cambiare una vocale ed il gioco è fatto. Poi penso anche a Bomarzo: un romanzo di Marta è in parte ambientato nel Bosco Magico (o Stregato) di Bomarzo. Anzi, nel romanzo c'è tutta una scena in cui la protagonista entra all'interno di una casa inclinata, io ci sono stato, è davvero perturbante e inquietante, si ha come la sensazione di cadere, fa venire un po' di vertigini, quando se ne esce, si avverte un senso di spaesamento e angoscia.
E allora comunico subito a Marta queste nuove interpretazioni di stampo letterario. Marta ride e ride, non ce la fa proprio a trattenere le risate e mi dice che forse ho mangiato solo pesante. Intanto, torno con la mente a quella torre medievale del sogno e mi domando ancora: perché medievale? I sogni. Gli incubi. La vita. La letteratura. È tutto mescolato insieme. Bomarzo è anche il titolo di un famoso romanzo di Manuel Mujica Láinez (pubblicato nel 1962). Non l'ho mai letto. Ma credo che sia giunta l'ora di farlo...

No hay comentarios:
Publicar un comentario