martes, junio 16, 2026

 Annunci dalla penombra

"Avrei solo voglia di starmene da sola e di piangere. È un brutto periodo. Anche se provo ad andare avanti e a fare le mie cose".

Il messaggio vocale arriva dal Sud del Sud dell'Italia, da una città di provicina circondata dalle montagne. Il tono della voce di C. (cara amica, confidente fidata, collega in pensione da anni, mia interlocutrice necessaria) è lugubre, di una tristezza sincera e perciò senza scampo. Quando uno riceve un messaggio del genere non sa mai cosa dire, come rapportarsi all'altro, che parole di consolazione o di appoggio morale lanciare a distanza di 2 mila chilometri...

C. ha più di 80 anni, ma ancora legge molto e scrive, pubblica recensioni dei romanzi che legge e dei film che va a vedere al cinema da sola. L'ultimo è stato Il prigioniero (ovvero, El cautivo), di Alejandro Amenábar, sul mio adorato Miguel de Cervantes Saavedra. Perché quel tono? Da dove nascono quelle lacrime e quel desiderio di isolamento e solitudine totali? 

C. è rimasta vedova da qualche mese. Penso al marito (che ho avuto la fortuna di conoscere), al suo sorriso sempre presente, alla sua grande generosità e disponibilità, era anche un ottimo cuoco, una volta mi preparò la carbonara, quando si cenava in terrazza e ci si godeva il tramonto da lassù. Poi un tumore l'ha portato via in meno di un anno. Sarà per il ricordo del marito che non c'è più? Sarà per la coscienza dell'approssimarsi della morte anche per lei? Sarà perché solo ora realizza e capisce quanto è sola?

Pochi minuti dopo il messaggio scritto di una collega di Napoli: "È morta la madre di A., so che siete molto legati, volevo solo avvisarti".

Ci resto di sasso. Non ricordo di aver mai conosciuto dal vivo la mamma di A. E sì che siamo molto amici, abbiamo condiviso moltissimo, abbiamo condiviso forse una delle cose più preziose che due esseri umani possono scambiarsi: l'intimità.

Le scrivo col cellulare che mi trema tra le mani. Cosa dirle? Cosa scriverle? Come dare le condoglianze a distanza via cellulare? A. è più giovane di me di 8 anni ed è diventata madre da pochi mesi. So per certo che sua mamma ha potuto godersi almeno un po' la nascita di questa nipotina. Le scrivo la verità: "Sono senza parole. Ti abbraccio forte forte". E poi basta.

Sono tristi e angoscianti gli annunci di morte o del suo implacabile approssimarsi. Annuncia dalla penombra...

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