martes, agosto 25, 2026

 Sprazzi (di felicità)

Non ci rendiamo conto dei momenti (rari ed eterei) di felicità. La vita ce ne regala pochi (forse pochissimi, se li rapportiamo a quelli di tristezza o angoscia) e, proprio per questo, dovremmo imparare a trattenerli nella memoria, in modo tale da ricordarcene e rimemorarli quando stiamo attraversando i momenti bui (e - ripeto - ce ne sono...).

Di quest'estate che sta per volgere al termine (ahimè, in modo fin troppo veloce), non dimenticherò mai il silenzio della casa-vacanza a Garzola Superiore, paesino lontano dal rumore del centro di Como e che regala comunque alcune viste panoramiche sul famoso lago.


È stato un silenzio rigenerante, dopo il caos dell'anno accademico concluso il 31 luglio (lo stress, il tran tran quotidiano, la prole, la scuola, i genitori, gli studenti, etc. etc.). È stato il primo silenzio che mi ha accompagnato nella lettura di Dylan Dog, che è diversa quando lo si fa in Italia e non in Spagna.

Di quest'estate non posso non custodire il ricordo del viaggio a L'Aquila, in nome di Jovanotti. E poi l'incontro con il cantante con i miei fratelli davanti al Duomo (ci sono ancora i lavori in corso, dopo il terremoto terribile del 2009). Selfie fallito causa guardie del corpo, mi sono fatto una foto e ho scambiato due chiacchiere con Augusto Baldoni, detto "Gus", il meccanico di fiducia e rivenditore ufficiale delle bici di Jovanotti. Un uomo simpaticissimo e umile, una persona gentile che - come tutti i ciclisti - sa cosa vuol dire entrare in contatto con gli altri, sa ascoltare, sa sorprendersi ancora davanti alle bellezze della natura, sa cosa significa faticare sotto il sole cocente di questi giorni in Italia.

Di quest'estate non potrò mai dimenticare il pranzo coi fratelli a L'Aquila, la bontà di quella carbonara (piatto non propriamente tipico dell'estate) e le risate nel ricordare un nostro viaggio in Tunisia...



E poi il viaggio lampo a Roma, la capitale, la città eterna, la città più bella del mondo: parcheggio in Via dei Villini, sulla Nomentana, poi Porta Pia, la statua col soldato col fucile, l'Ambasciata del Regno Unito presieduta dai militari che bevono acqua gelata in bottigliette da mezzo litro e sorridono tra di loro, l'afa insopportabile nell'attraversare Villa Borghese nel tragitto che va dalla Galleria al Pincio, la visione dall'alto del centro, con il Cupolone che svetta su tutte le altre chiese di una città che - con tutti i suoi difetti (e sono molti) - riesce ancora a toglierti il fiato... C'è troppa bellezza a Roma: gli occhi non sanno dove posarsi, troppe statue, troppi alberi, troppi viali, troppe strade da contemplare... Inevitabile evocare alcune scene finali sul Tevere di quel capolavoro del cinema che è La grande bellezza...Roma mi ha regalato alcuni dei momenti più belli della mia vita; la felicità ricordata si sovrappone alla felicità vissuta hic et nunc...Nonostante il clima avverso, uno sogna di tornarci a vivere, di poter passeggiare con calma per queste strade che durano da secoli e sono ancora qui, ignare delle masse dei turisti che le calpestano a frotte...


E poi il reincontro con gli amici del liceo. Dovevamo essere una quindicina; si sono presentati all'appuntamento 8 persone. Siamo tutti quasi cinquantenni. Ed è bello constatare che gli anni, in fin dei conti, non ci hanno cambiato poi molto. Anzi: manteniamo intatti certi nostri vizi o difetti, certe caratteristiche che si notavano già a 13 o a 14 anni. Alcuni evocano i prof. Altri le lezioni più belle ricevute da parte di determinati prof. Altri ancora brindano ai primi capelli bianchi, alle rughe, anche se vengono mascherate dal fondotinta, ai figli, che crescono, al tempo, che passa inesorabile, ma - miracolo - questa sera, in questo giardino enorme con tanto di "chiriguito", ci ha permesso di condividere un po' d'allegria, tra una birra e l'altra, tra un gin-tonic e l'altro, tra una risata e l'altra...

Ecco: questi tre momenti dell'estate che sta per finire devo imparare a mantenerli vivi nella mia memoria. Non possono finire nella "sepoltura dell'oblio". Dobbiamo essere bravi e sempre pronti a ricordare i momenti di felicità che la vita ci regala a volte a nostra insaputa.

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