Non essere più “io”
Io non sono io,
a volte mi sento strano e vago per la casa
come anima nel limbo
in attesa del Giorno del Giudizio.
E certe volte me lo dici anche tu,
mi rimproveri per la mia passione
malsana per i libri e i viaggi
ultramondani
e le passeggiate in riva alla Senna
(ti ricordi quei giorni
di Luglio, quanta pioggia
in una città piena di turisti e
senza nemmeno un venditore ambulante
a venderci un ombrello
sotto l’arcata centrale
di Nôtre-Dame?).
Piangere a volte fa male alla gola
e non serve a niente
recriminare, rimpiangere,
promettere ammende,
anelare passaggi a stati d’animo
migliori, più adatti al momento,
a questa crisi che non sappiamo più se
è ancora di passaggio,
o è già tutto passato
e io non sono più io,
e nemmeno tu sei più te stessa
e nessuno dei due sa quale
strada prendere e se sarà
ancora la stessa, presa
da entrambi,
con la stessa sagacia,
la stessa pazienza,
un’allegria unanime.
martes, agosto 14, 2007
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Poco fa dal balcone nella pausa sigaretta (perche' lavoro anche oggi!) a Napoli ho visto un ragazzo che ti somigliava. Stesso modo di camminare, stessa altezza... mi sono chiesta se fossi tu, ma non era rasato ;)
ResponderEliminarBesos
Non lo sai (perchè non puoi immaginarlo) quanto mi ha fatto piacere questo tuo commento in questo particolare momento (e preciso istante) della mia vita (giornate dure).Grazie e un abbraccio forte,mitika!
ResponderEliminarBesos