Henry Scott Holland
E dunque uno può arrivare a scoprire nuovi poeti e poesie mai lette prima grazie a Jovanotti. Sì, Lorenzo Cherubini, quello che fa saltare e ballare le platee sulle spiagge di mezza Italia, che se ne va in giro per l'Italia in bicicletta dandomi parecchia invidia.
L'ultimo libro che edita in compagnia di un maestro (Nicola Crocetti) s'intitola Poesie da viaggio (Milano, Crocetti, 2026) e - tra le molte - contiene questa stupenda poesia di Heny Scott Holland, un teologo e accademico britannico vissuto tra il 1847 e il 1918 (dunque, ebbe modo di esser testimone dei disastri della Prima Guerra Mondiale).
Il componimento parla del rapporto tra i vivi e i morti. E sembra essere ispirato a Sant'Agostino ma anche a San Juan de la Cruz, uno dei grandissimi mistici della letteratura spagnola. E suona così:
La morte non è nulla, non conta nulla.
Mi sono semplicemente spostato nella stanza accanto:
nulla è accaduto,
tutto resta esattamente come era.
Io sono io, tu sei tu, e la vita che abbiamo vissuto insieme,
con tale intensità, è immutata, intoccabile, intatta.
Quello che siamo stati, uno per l'altra, è ancora.
Chiamami con quel vecchio nome familiare, allora,
parlami con lo stesso modo affettuoso che usavi sempre.
Non cambiare il tono della voce,
non assumere un'aria solenne o triste.
Ridi di ciò che ci faceva ridere, delle piccole cose che ci
piacevano tanto.
Sorridi, pensami, prega per me.
Il mio nome sia sempre familiare, come lo era prima.
Pronuncialo senza traccia d'ombra o di dolore.
La vita conserva il suo significato:
è la stessa che è stata.
C'è una continuità nell'assoluto che non si flette.
Cos'è questa morte se non un trascurabile accidente?
Perché dovrei svanire dalla tua mente solo perché non
sono davanti ai tuoi occhi?
Non sono lontano, ma dall'altra parte, vicinissimo, in
fondo, appena dietro l'angolo.
Tutto è nel bene, nulla è perduto.
Un breve istante e tutto sarà come prima:
quanto rideremo di questa separazione quando ci
ritroveremo ancora.
La traduzione dall'inglese all'italiano è di Ester Lullo. E mi conforta leggere poesie come questa in un ritorno a scuola, alla routine, al lavoro che non risulta affatto facile. Ma le salite esistono perché vanno affrontate. E poi, in teoria, ci dovrebbe essere un po' di discesa...
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